Vi vorrei raccontare tante cose. In primis della tristezza che, subdola, tenta ancora di essere padrona della mia vita. E' una vecchia nemica: già in questo scorcio di fine estate avrei dovuto riconoscerne i segnali, e contrastarla; mi sono detto: "Ehi, sono forte, oramai non può più vincermi". E siamo ancora qui, io e lei, a lottare per il significato della mia vita. Lei che vuole togliermelo, io che un po' l'ho perso e cerco nuove sfide per non sentirmi finito.
Vi vorrei dire dei disegni che non faccio più, perché troppo impegnato a lavorare, a spostarmi da un posto all'altro, a farmi carico delle vite di estranei-mentre la mia attende ancora un assetto decente. Di quelle matite che ogni tanto accarezzo, come un cucciolo di cane che guaisce per un po' d'attenzione, a fine giornata-e tu sai dargli solo una coccola distratta.
Della vacanza romana, il vero spartiacque della mia esistenza. Della consapevolezza raggiunta, finalmente, in una notte che ha pesato amore, curiosità e tristezza sullo stesso piatto, immolando all'avvenire l'ennesimo tributo dell'essere umani.
Del mio tour al Coming Out, in piena Gay Street: di come, impacciatissimo, sono stato passato in rassegna da coppiette di manzi, vecchi incartapecoriti con pretese modaiole, Divine dal trucco impeccabile e alcolizzati. Tanti alcolizzati-almeno tre. Praticamente, delle botti di Mc Callan in salsa gaya, col bicipite scolpito e il sopracciglio tentatore.
Vi vorrei dire di Marie Claudette, del Manza Project, dei sogni con cui cerco di conquistarmi un futuro in cui possa sentirmi vincente, soddisfatto di me stesso, compiuto nel significato dell'esistere.
Vi dico solo che io, se non mi esprimo, muoio. E che a non scrivere, a non disegnare, a non fissare la mia anima negli occhi altrui, stavo morendo.
Vi dico che voglio vivere.
L'ultima frase è l'emblema della vita di ogni persona. Devi volere vivere, ogni giorno di più con la consapevolezza di quello che sei. La vita, si sa, non è una passeggiata, e ogni giorno siamo messi alla prova. Sono gli ostacoli che dobbiamo superare, il pegno da pagare per godere appieno di quello che siamo. Trova il modo di conciliare il lavoro, il disegnare, lo scrivere, il ballare. Anche mezz'oretta al giorno, ma trovalo. Ne va di te, della tua vita e della tua voglia di vivere. Ti abbraccio!
RispondiEliminaLa cosa più significativa non è tanto dirla; è sentirla vera, quell'ultima frase
RispondiElimina:)