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mercoledì 19 giugno 2013

Misantropia prêt-à-porter

Io credo che Alessandro Bianchi è un genio, ma chi voglia accertarsene può leggere il suo blog, e ne avrà conferma.
Pochi giorni fa, preda di una delle sue surreali e fantastiche ispirazioni, ha pubblicato una canzoncina: "Alfonso", cantata da tal Levante.
"Alfonso" ha quanto occorre per diventare un tormentone: musica orecchiabile, testo dissacrante, interprete fresca, choosy e blasée quanto basta (Dio, quanti aggettivi per declinare un semplice "Stronza"), video friendly e colorato.

Tenete bene a mente il refrain:

"Corre l'anno 2013, in mano alcolici e niente più: CHE VITA DI MERDA!"

...E non siamo noi? Generazione di contrattisti incerti, in balia di feste superflue, socialità esibita in modo quasi pornografico, sarcasmo disarmante e godibile?
 Spero Levante non sfondi, e non diventi un tormentone estivo. Meriterebbe, eccome, il successo -sia chiaro! Il pubblico dei tormentoni, però, ascolta di rado quanto sente (lo dimostra Cristicchi con la sua "Ombrelloni", o il depresso Tricarico con: "Io sono Francesco"), tritando tutto con incosciente crudeltà.

Bruttistronzi.

E quest'epiteto lo rivolgo anche ai discografici, quelli che -per dire- hanno distrutto STARDUST di Mika.
Dico: avete un biondo efebico con la voce di Freddy Mercury, uno che dice al suo potenziale amato: "Se solo ti accorgessi di me, sarei la polvere di stelle nei tuoi occhi" e altre cose piuttosto esplicite... E gli piazzate accanto Chiara, che ammazza la polvere di stelle in un trito "Vieni con me"?!

A parte che un refrain simile lo cantava Giorgia, qualche anno fa, ed era circondata da cornacchie; ma vogliamo piantarla? Vogliamo smettere di trasformare canzoni fighissime in carta da pacchi per spot ingannevoli, o in patetiche melensaggini? Chiara mia, lo sappiamo tutti: se pure Mika venisse con te e la volesse (nella vita, tutto è possibile), tu non gliela daresti. Perché il gorgheggio romantico è un conto: ma all'angolo c'è sempre uno stronzo tatuato e buzzurro, che ti sbatterebbe  carponi sul litorale dei sogni senza tanti complimenti; e a te starebbe pure bene.





martedì 11 giugno 2013

Polvere di stelle.

Non sono mai stato moderno. Da bimbo indossavo dignitosi maglioni coi rombi, tenevo i capelli "colcaschettoallaBeatles" ( mamma: credo quella sia stato il tuo modo di essere groupie); leggevo "I grandi Classici Disney" e, soprattutto, chiedevo "per favore".

Da adolescente -i coetanei sbavavano dietro alle ragazze, impegnati ad inserire le appendici in cavità dalla dubbia predisposizione- leggevo i classici della letteratura italiana, francese, estone e moldava (grandi libri, quelli). Studiavo la cinematografia della vecchia Hollywood e avevo i capelli con l'onda parabolica alla Elvis.

Che palle.

Di questo pastrocchio educativo, oltre ad una considerevole propensione per lo spaccamento di maroni e la sbornia malinconica  ad una certa malinconia esistenziale, e al perenne senso di colpa, m'è rimasta la fiduciosa speranza nel futuro, nonostante le porte in faccia siano infinite, dolorose, rintronanti, istoriate, blindate... coi maniglioni e tutto quel che un portone può avere per far baccano quando ti sbatte sul grugno.

Rossella O'Hara, quando garrisce "nonsoffriràmaipiùlafameh!", o sussurra "Dopotuttodomanièunaltrogiornoh!" (declamare col birignao che più vi aggrada), è un pelino meno stolida e più realista.

Detto questo, ecco perchè amo STARDUST di Mika: qualcuno dica a questo genio di uscire dalla mia testa, di non avvalersi di questa musica strafiga -criticatelo, se avete coraggio!-, e di non usare parole che sembrano appartenere al mio adusto vocabolario.

Adusto?!

Stardust
I could be staring 
At somebody new 
But stuck in my head 
Is a picture of you 

You were the thunder 
I was the rain 
I wanna know 
If I'll see you again 

I said I love you 
You said good-bye 
Everything changes 
In the blink of an eye 

It's been a while 
I still carry the flame 
I wanna know 
Will I see you again 

See you again 
See you again 

Want you to know 
What you mean to me 
What would take 
Take you to see 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

I feel like a fool 
'Cause you're not even there 
I'm writing this song 
And you don't even care 
Throw me a lifeline 
Open the door 
And pick up my heart 
That you left on the floor 

On the floor 
On the floor 

I want you to know 
What you mean to me 
What would it take 
Take you to see 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

Funny, how the time goes rushing by 
And all the little things we leave behind 
But even then in everything I do 
Is a little bit of me 
And a little bit of you 

When will I see you again 
When will I see you again 
When will I see you again 
When will I see you again 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

Funny, how the time goes rushing by 
And all the little things we leave behind 
But even then in everything I do 
Is a little bit of me 
And a little bit of you 

When will I see you again 
When will I see you again 
When will I see you again