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lunedì 24 giugno 2013

Appunti Sparsi/ter

1) Nella giorrnata di sabato, avevo scritto un post bellissimo. Due facciate, fronte retro, trascritte con dedizione sullo smartphone, per poi vederle pubblicate.
Forse perché sono un idiota sesquipedale, ho stracciato la bruta di due facciate, e cancellato il post tramite l'apposita applicazione Blogger, per Android.  Ho pianto con dignità, pur non avendo tende scenografiche cui aggrapparmi, per poi concludere che forse, così bello, quel post non lo era affatto.

2)Casomai se ne avvertisse il bisogno, lo ribadisco: la famiglia è la cellula fondante della società. Un FAGOCITA, per la precisione, primo artefice di quella fantastica malattia autoimmune chiamata SENSODICOLPA. E nessuno se ne chiami fuori: in Italia, è la regola. Corollario: l'egoismo rende ciechi, soprattutto in famiglia.

Tutto questo a causa di Madreh: ella ribadiva: "A tua zia devi rispondere cosìecosà". Io, replicando: "guarda che ormai sono autonomo!" ho inciampato nel cordone ombelicale; again.

3)Vedendo storie di padri e figli su RaiUno, ennesima replica di Don Matteo, ho faticato per non piangere. E non perché sull'argomento io sia un filino sensibile: credo, piuttosto, di avere l'umoralità di una donna in menopausa, priva di strategici cioccolatini al liquore, o barattoli di nutella.

Rafa, sei autorizzato a ridere.



A' la prochaine!

mercoledì 19 giugno 2013

Misantropia prêt-à-porter

Io credo che Alessandro Bianchi è un genio, ma chi voglia accertarsene può leggere il suo blog, e ne avrà conferma.
Pochi giorni fa, preda di una delle sue surreali e fantastiche ispirazioni, ha pubblicato una canzoncina: "Alfonso", cantata da tal Levante.
"Alfonso" ha quanto occorre per diventare un tormentone: musica orecchiabile, testo dissacrante, interprete fresca, choosy e blasée quanto basta (Dio, quanti aggettivi per declinare un semplice "Stronza"), video friendly e colorato.

Tenete bene a mente il refrain:

"Corre l'anno 2013, in mano alcolici e niente più: CHE VITA DI MERDA!"

...E non siamo noi? Generazione di contrattisti incerti, in balia di feste superflue, socialità esibita in modo quasi pornografico, sarcasmo disarmante e godibile?
 Spero Levante non sfondi, e non diventi un tormentone estivo. Meriterebbe, eccome, il successo -sia chiaro! Il pubblico dei tormentoni, però, ascolta di rado quanto sente (lo dimostra Cristicchi con la sua "Ombrelloni", o il depresso Tricarico con: "Io sono Francesco"), tritando tutto con incosciente crudeltà.

Bruttistronzi.

E quest'epiteto lo rivolgo anche ai discografici, quelli che -per dire- hanno distrutto STARDUST di Mika.
Dico: avete un biondo efebico con la voce di Freddy Mercury, uno che dice al suo potenziale amato: "Se solo ti accorgessi di me, sarei la polvere di stelle nei tuoi occhi" e altre cose piuttosto esplicite... E gli piazzate accanto Chiara, che ammazza la polvere di stelle in un trito "Vieni con me"?!

A parte che un refrain simile lo cantava Giorgia, qualche anno fa, ed era circondata da cornacchie; ma vogliamo piantarla? Vogliamo smettere di trasformare canzoni fighissime in carta da pacchi per spot ingannevoli, o in patetiche melensaggini? Chiara mia, lo sappiamo tutti: se pure Mika venisse con te e la volesse (nella vita, tutto è possibile), tu non gliela daresti. Perché il gorgheggio romantico è un conto: ma all'angolo c'è sempre uno stronzo tatuato e buzzurro, che ti sbatterebbe  carponi sul litorale dei sogni senza tanti complimenti; e a te starebbe pure bene.





martedì 11 giugno 2013

Polvere di stelle.

Non sono mai stato moderno. Da bimbo indossavo dignitosi maglioni coi rombi, tenevo i capelli "colcaschettoallaBeatles" ( mamma: credo quella sia stato il tuo modo di essere groupie); leggevo "I grandi Classici Disney" e, soprattutto, chiedevo "per favore".

Da adolescente -i coetanei sbavavano dietro alle ragazze, impegnati ad inserire le appendici in cavità dalla dubbia predisposizione- leggevo i classici della letteratura italiana, francese, estone e moldava (grandi libri, quelli). Studiavo la cinematografia della vecchia Hollywood e avevo i capelli con l'onda parabolica alla Elvis.

Che palle.

Di questo pastrocchio educativo, oltre ad una considerevole propensione per lo spaccamento di maroni e la sbornia malinconica  ad una certa malinconia esistenziale, e al perenne senso di colpa, m'è rimasta la fiduciosa speranza nel futuro, nonostante le porte in faccia siano infinite, dolorose, rintronanti, istoriate, blindate... coi maniglioni e tutto quel che un portone può avere per far baccano quando ti sbatte sul grugno.

Rossella O'Hara, quando garrisce "nonsoffriràmaipiùlafameh!", o sussurra "Dopotuttodomanièunaltrogiornoh!" (declamare col birignao che più vi aggrada), è un pelino meno stolida e più realista.

Detto questo, ecco perchè amo STARDUST di Mika: qualcuno dica a questo genio di uscire dalla mia testa, di non avvalersi di questa musica strafiga -criticatelo, se avete coraggio!-, e di non usare parole che sembrano appartenere al mio adusto vocabolario.

Adusto?!

Stardust
I could be staring 
At somebody new 
But stuck in my head 
Is a picture of you 

You were the thunder 
I was the rain 
I wanna know 
If I'll see you again 

I said I love you 
You said good-bye 
Everything changes 
In the blink of an eye 

It's been a while 
I still carry the flame 
I wanna know 
Will I see you again 

See you again 
See you again 

Want you to know 
What you mean to me 
What would take 
Take you to see 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

I feel like a fool 
'Cause you're not even there 
I'm writing this song 
And you don't even care 
Throw me a lifeline 
Open the door 
And pick up my heart 
That you left on the floor 

On the floor 
On the floor 

I want you to know 
What you mean to me 
What would it take 
Take you to see 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

Funny, how the time goes rushing by 
And all the little things we leave behind 
But even then in everything I do 
Is a little bit of me 
And a little bit of you 

When will I see you again 
When will I see you again 
When will I see you again 
When will I see you again 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

I could put a little stardust in your eyes 
Put a little sunshine in your life 
Give me a little hope you'll feel the same 
And I wanna know will I see you again 
Will I see you again 

Funny, how the time goes rushing by 
And all the little things we leave behind 
But even then in everything I do 
Is a little bit of me 
And a little bit of you 

When will I see you again 
When will I see you again 
When will I see you again